SALAZOPYRIN EN

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FOGLIO ILLUSTRATIVO

SALAZOPYRIN EN

500 mg compresse gastroresistenti

Sulfasalazina

Elenco capitoli

  1. CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
  2. INDICAZIONI TERAPEUTICHE
  3. CONTROINDICAZIONI
  4. PRECAUZIONI PER L’USO
  5. INTERAZIONI
  6. AVVERTENZE SPECIALI
    1. Gravidanza
    2. Allattamento
    3. Fertilit
    4. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
    5. DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE
  7. SOVRADOSAGGIO
  8. EFFETTI INDESIDERATI
    1. Segnalazione degli effetti indesiderati
  9. SCADENZA E CONSERVAZIONE
  10. COMPOSIZIONE
  11. FORMA FARMACEUTICA E CONTENUTO

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antinfiammatorio Intestinale

INDICAZIONI TERAPEUTICHE

Colite ulcerosa: nel trattamento della colite ulcerosa di media e lieve gravità, come terapia aggiuntiva nella colite ulcerosa grave. Per la prevenzione delle ricadute della colite ulcerosa. Morbo di Crohn: specialmente nei pazienti con interessamento del colon.

Artrite reumatoide.

CONTROINDICAZIONI

Ipersensibilità al principio attivo, ai metaboliti della sulfasalazina, o ad uno qualsiasi degli eccipienti così come ai sulfamidici o ai salicilati.

Insufficienza renale grave con iperazotemia.

Epatopatie gravi.

Tendenza accertata alle emorragie.

Nei bambini sotto i 2 anni.

All’ultimo stadio di gravidanza e durante il periodo di allattamento, poichè i sulfamidici passano la placenta e vengono escreti nel latte.

Nei neonati i sulfamidici sono in competizione con la bilirubina nei punti di legame con le proteine plasmatiche e pertanto possono causare ittero grave con eritroblastosi.

Pazienti con porfiria non devono essere trattati con sulfamidici in quanto possono precipitare un attacco acuto.

PRECAUZIONI PER L’USO

Sono state segnalate infezioni gravi, comprese sepsi e polmonite, associate alla mielosoppressione. I

pazienti che sviluppano una nuova infezione mentre sono sottoposti a trattamento con sulfasalazina devono essere monitorati attentamente. La somministrazione di sulfasalazina deve essere interrotta se il paziente sviluppa un’infezione grave. Occorre prestare attenzione quando si consideri l’uso di sulfasalazina in pazienti con anamnesi di infezioni ricorrenti o croniche o con patologie sottostanti che potrebbero predisporre i pazienti alle infezioni.

Prima di iniziare ad assumere le compresse di sulfasalazina e ogni seconda settimana durante i primi tre mesi di terapia, devono essere effettuati un emocromo completo con formula leucocitaria e la valutazione della funzionalità epatica. Nel trimestre successivo al primo, gli stessi test dovranno essere effettuati una volta al mese e in seguito una volta ogni tre mesi, e come da indicazione clinica.

La valutazione della funzionalità renale (compreso l’esame delle urine) deve essere effettuata in tutti i pazienti all’inizio del trattamento e almeno ogni mese per i primi tre mesi di terapia. In seguito i pazienti dovranno essere sottoposti a monitoraggio clinico specifico.

La presenza di sintomi clinici come mal di gola, febbre, pallore, porpora o ittero durante il trattamento con Salazopyrin EN può indicare mielosoppressione, emolisi, o epatotossicità. Il trattamento con

Salazopyrin EN deve essere interrotto fino a quando non sono noti i risultati delle analisi del sangue.
Salazopyrin EN non deve essere somministrato nei pazienti con disfunzioni epatiche o renali o con discrasia ematica, a meno che il potenziale beneficio non risulti superiore al rischio.

Salazopyrin EN deve essere somministrato con cautela nei pazienti con disfunzioni renali o epatiche, con allergie gravi o con asma bronchiale.

Sono state segnalate reazioni gravi e potenzialmente letali da ipersensibilità sistemica quali l’eruzione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS-Drug Rash with Eosiniphilia and Systemic

Symptoms) in pazienti che assumevano vari tipi di farmaci compreso sulfasalazina. È importante tenere presente che le manifestazioni precoci di ipersensibilità, quali febbre o linfoadenopatia, potrebbero insorgere anche se l’eruzione da farmaci non è evidente. Se tali segni o sintomi clinici sono presenti, il paziente deve essere valutato immediatamente. La somministrazione di sulfasalazina deve essere sospesa qualora non sia possibile stabilire un’eziologia alternativa per i segni e sintomi clinici.

Le reazioni gravi da ipersensibilità possono includere l’interessamento di organi interni, quale epatite, nefrite, miocardite, sindrome simil-mononucleosica (cioè pseudomononucleosi), anomalie ematologiche (compresa l’istiocitosi ematofagica) e/o polmonite compresa l’infiltrazione eosinofila.

Con l’uso di Salazopyrin EN sono state segnalate molto raramente reazioni cutanee gravi potenzialmente letali comprese dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica

(TEN). Il rischio di questi eventi nei pazienti sembra essere maggiore all’inizio del ciclo di terapia: nella maggioranza dei casi l’esordio dell’evento si verifica nel primo mese di trattamento. La sulfasalazina deve essere sospesa ai primi segni di rash cutaneo, di lesioni a livello delle mucose, o di qualsiasi altro segno di ipersensibilità.

I migliori risultati nella gestione della SJS e della TEN si ottengono con una diagnosi precoce e l’immediata interruzione della terapia con qualsiasi farmaco sospetto. Una precoce sospensione è associata ad una migliore prognosi.

Se il paziente ha sviluppato SJS o TEN con l’uso di Salazopyrin EN, Salazopyrin EN non deve essere più riutilizzato in questo paziente.

L’impiego di Salazopyrin EN in bambini affetti da artrite giovanile ad esordio sistemico può comportare la manifestazione di reazioni come malattia da siero; pertanto l’uso di Salazopyrin EN in questi pazienti non è raccomandato.

Salazopyrin EN inibisce l’assorbimento ed il metabolismo dell’acido folico e può pertanto determinare un deficit di acido folico (vedere paragrafo Avvertenze Speciali – Gravidanza/Allattamento) che può causare gravi patologie del sistema ematico (quali macrocitosi e pancitopenia).

Pazienti con deficienza della glucosio-6-fosfato deidrogenasi vanno tenuti sotto stretta osservazione per segni di anemia emolitica.

Poiché Salazopyrin EN causa cristalluria e la formazione di calcoli renali, è necessario assumere un adeguato apporto di liquidi.

La sulfasalazina può causare una colorazione giallo-arancione dell’urina. E’ stata anche riscontrata una colorazione simile della cute.

Per la presenza del derivato salicilico, la terapia concomitante con anticoagulanti richiede un costante controllo medico.

INTERAZIONI

Informare il medico o il farmacista se si è recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, anche quelli senza prescrizione medica.

E’ stato segnalato un ridotto assorbimento di folato e digossina se impiegati contemporaneamente a sulfasalazina. I livelli sierici di digossina sono risultati non terapeutici.

Sulfasalazina può interagire con farmaci per il trattamento del gozzo, con certi diuretici ed ipoglicemizzanti orali.

La sulfasalazina inibisce la tiopurina metiltransferasi (TPMT) e può indurre soppressione del midollo osseo e leucopenia, nei casi in cui viene somministrata insieme a tiopurina, 6-mercaptopurina o al suo profarmaco azatioprina.

La somministrazione concomitante di sulfasalazina e metrotexato per via orale in pazienti affetti da artrite reumatoide non altera la farmacocinetica di questi medicinali. Tuttavia, è stato riportato un aumento dell’incidenza degli eventi avversi gastrointestinali, soprattutto della nausea.

Nei pazienti esposti a sulfasalazina o al suo metabolita, mesalamina/mesalazina, sono stati segnalati alcuni casi di possibili interferenze nelle misurazioni con cromatografia liquida della normetanefrina urinaria, che hanno provocato risultati falso-positivi al test.

AVVERTENZE SPECIALI

Gravidanza

Chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.

Studi sulla riproduzione condotti su ratti e su conigli non hanno evidenziato alcun danno per il feto. La sulfasalazina per via orale inibisce l’assorbimento ed il metabolismo dell’acido folico e può pertanto determinare un deficit di acido folico. Sono stati segnalati casi di neonati con difetti del tubo neurale, la cui madre era stata esposta a sulfasalazina durante la gravidanza, sebbene il ruolo svolto dalla sulfasalazina in relazione a tali difetti non sia stato stabilito. Poiché la possibilità che vi sia un danno fetale non può essere completamente esclusa, Salazopyrin EN deve essere utilizzato durante la gravidanza solo in caso di effettiva necessità.

Allattamento

Sono stati riscontrati bassi livelli di sulfasalazina e di sulfapiridina nel latte materno. Deve essere usata cautela in particolare nell’allattamento di neonati prematuri o con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G-6-PD). Nei bambini allattati al seno da madri che assumevano sulfasalazina sono stati riportati casi di sangue nelle feci o diarrea. Nei casi in cui tale esito è stato segnalato, gli episodi di sangue nelle feci o diarrea nei bambini si sono risolti dopo che le madri hanno interrotto la terapia con sulfasalazina.

Fertilit

Negli uomini trattati con Salazopyrin EN si possono verificare oligospermia ed infertilità. Tali effetti sembrano essere reversibili entro 2-3 mesi dalla sospensione del trattamento.

Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono segnalati effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.

DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE

La posologia va regolata secondo la gravità della malattia e la tolleranza del paziente al medicinale.

Colite ulcerosa e morbo di Crohn:

Inizialmente si consiglia di aumentare gradualmente la dose nei primi due giorni.

Adulti: 2-4 compresse 4 volte al dì.

Bambini: 40-60 mg per chilo di peso corporeo nelle 24 ore suddivisi in 3-6 dosi. E’ della massima importanza suddividere equamente le dosi. L’intervallo tra le dosi non deve eccedere le 8 ore durante il periodo notturno.

In casi acuti di colite e diarrea è preferibile cominciare con dosi massive raggiungendo un massimo di 16-18 compresse nelle 24 ore. Nel caso di nausea si deve ridurre la dose a metà e sospendere per 2 giorni il trattamento e ricominciare poi con dosi inizialmente ridotte. Il medicinale va somministrato per due settimane: quindi si sospende la cura per una settimana. Il risultato della terapia va controllato con la rettoscopia. Talvolta è necessario continuare il trattamento per parecchi mesi. Anche se la diarrea cessa dopo un paio di giorni, come spesso succede, la cura deve essere continuata fino a che gli esami rettoscopici siano soddisfacenti. In seguito basterà una terapia di mantenimento con dosi ridotte, per es. 4 compresse. Al più piccolo segno di ricaduta si deve aumentare immediatamente la dose.

Artrite reumatoide

Trattamento dell’artrite reumatoide che non ha risposto a farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

Lo schema posologico raccomandato è il seguente (n. compresse). settimana

1

2

3 4 e successive

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SOVRADOSAGGIO

Come per gli altri sulfonamidici i sintomi da sovradosaggio più comuni sono nausea e vomito. I pazienti con alterata funzionalità renale sono maggiormente esposti al rischio di gravi effetti tossici. Il trattamento è sintomatico e deve essere di supporto, inclusa l’alcalinizzazione delle urine. I pazienti devono essere tenuti sotto controllo per lo sviluppo di metemoglobinemia o sulfoemoglobinemia. Se questo si dovesse verificare, trattare in modo appropriato.

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Salazopyrin EN avvertire immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale.

Se si ha qualsiasi dubbio sull’uso di Salazopyrin EN, rivolgersi al medico o al farmacista.

EFFETTI INDESIDERATI

Come tutti i medicinali, Salazopyrin EN può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

I più comuni effetti indesiderati dovuti al trattamento con sulfasalazina sono: nausea, inappetenza, disturbi gastrici ed occasionalmente lieve aumento della temperatura. Nella maggior parte dei casi il trattamento può essere continuato se la posologia viene diminuita oppure se la somministrazione viene sospesa per alcuni giorni e poi ripresa gradualmente fino a raggiungere i livelli terapeutici. La gastroprotezione consente di migliorare significativamente la tollerabilità di sulfasalazina.

I sulfamidici presentano certe similarità chimiche con alcuni farmaci per il trattamento del gozzo; con certi diuretici (acetazolamide ed i tiazidici) e farmaci ipoglicemizzanti per via orale. La comparsa di gozzo, l’aumento della diuresi ed ipoglicemia si sono manifestate raramente. Una sensibilizzazione crociata può esistere con questi farmaci. Nella valutazione delle complicazioni epatiche ed articolari si deve tener presente che queste sono spesso associate alla colite ulcerosa.

Nei pazienti trattati con Salazopyrin EN sono stati riscontrati i seguenti effetti indesiderati:

All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità; utilizzando la seguente convenzione: Molto comune ≥1/10; Comune da ≥1/100 a <1/10; Non Comune da ≥1/1000 a <1/100; Raro da ≥1/10.000 a <1000; Molto raro <1/10.000; Non nota (la frequenza
on può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Infezioni ed infestazioni

  • Non nota: Meningite asettica, colite pseudomembranosa

Patologie del sistema emolinfopoietico

  • Comune: leucopenia,
  • Non Comune: trombocitopenia†.
  • Non nota: pancitopenia, agranulocitosi, anemia aplastica, pseudomononucleosi* , anemia emolitica, macrocitosi, anemia megaloblastica, ipoprotrombinemia, meteglobinemia.

Disturbi del sistema immunitario

  • Non nota: anafilassi*, malattia da siero.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

  • Comune: inappetenza.
  • Non nota: carenza di folato * .

Disturbi psichiatrici

  • Non comune: depressione.
  • Non nota: insonnia, allucinazioni.

Patologie del sistema nervoso

  • Comune: vertigini, cefalea, alterazioni del gusto.
  • Non nota: encefalopatia, neuropatia periferica, alterazioni dell’olfatto, vertigini, emicranie, atassia, convulsioni, lesioni transitorie della colonna vertebrale, mielite trasversa.

Patologie dell’orecchio e del labirinto

  • Comune: tinnitus.

Patologie cardiache

  • Non nota: pericardite, cianosi, miocardite allergica * .

Patologie vascolari

  • Non nota: pallore *

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

  • Comune: tosse
  • Non comune: dispnea
  • Non nota: malattia polmonare interstiziale*, infiltrazione eosinofila, alveolite fibrosante, dolore orofaringeo * .

Patologie gastrointestinali

  • Molto comune: sofferenza gastrica, nausea
  • Comune: dolore addominale, crisi diarroica*, vomito*
  • Non nota: colite ulcerosa aggravata*, pancreatite, stomatite, disfunzioni dell’assorbimento di acido folico, epigastralgia, parotite.

Patologie epatobiliari

  • Non comune: ittero*
  • Non nota: insufficienza epatica*, epatite fulminante*, epatite , epatite colestatica*, colestasi*.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

  • Comune: prurito, porpora
  • Non comune: alopecia, orticaria

  • Non nota: eruzione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)* , Sindrome di Steven Johnson , necrolisi tossica epidermica (TEN), (sindrome di Lyell) esantemi, dermatite esfoliativa , angioedema*, pustoloderma tossico, lichen planus, fotosensibilità, eritema, infezione congiuntivale o sclerale, edema periorbitale.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

  • Comune: artralgia
  • Non nota: lupus eritematoso sistemico (LES), sindrome di Sjogren, periartrite nodosa.

Patologie renali e urinarie

  • Comune: proteinuria
  • Non nota: sindrome nefrosica, nefrite interstiziale, nefrolitiasi*, presenza di sangue nelle urine, cristalluria

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella:

  • Non nota: oligospermia reversibile

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

  • Comune: febbre
  • Non comune: edema della faccia
  • Non nota: colorazione gialla della pelle e liquidi organici*

Esami diagnostici:

  • Non comune: aumento degli enzimi epatici
  • Non nota: induzione di autoanticorpi

* Reazione avversa identificata dopo l’immissione in commercio

† Vedere i paragrafi Precauzioni per l’uso” e “Avvertenze speciali”.

Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio rivolgersi al medico o al farmacista. Gli effetti indesiderati possono, inoltre, essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili ”. La segnalazione degli effetti indesiderati contribuisce a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.”

SCADENZA E CONSERVAZIONE

Scadenza: vedere la data di scadenza riportata sulla confezione.

La data di scadenza indicata si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato.
Conservare in un luogo asciutto.

Attenzione: Non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza indicata sulla confezione.

I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Tenere il medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

COMPOSIZIONE

Ogni compressa contiene:

Principio attivo

Sulfasalazina 500 mg

Eccipienti

Povidone, Amido di mais, Magnesio stearato, Silice colloidale anidra, Cellulosa acetato ftalato, Glicole propilenico, Cera gialla, Cera carnauba, Macrogol 20.000, Glicerolo monostearato, Talco.

FORMA FARMACEUTICA E CONTENUTO

Salazopyrin EN 500 mg compresse gastroresistenti-100 compresse

TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

PFIZER ITALIA S.r.l. via Isonzo, 71-04100 Latina

PRODUTTORE

Kemwell AB-Bjorkgatan 30-75182 Uppsala (Svezia).

REVISIONE DEL FOGLIO ILLUSTRATIVO DA PARTE DELL’AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO: